Avvento: un’attesa piena di colori

Avvento: un’attesa piena di colori

VASTO – Anche nella Terza domenica di Avvento la nostra Comunità ha voluto visibilizzare un messaggio attraverso un segno introdotto nella Tenda. Se Dio ha posto la sua tenda in mezzo a noi facendosi uomo, è perché dobbiamo imparare da Lui ad abitare la Terra con le nostre mille diversità: diversi come i colori che riempivano il barattolo portato dai ragazzi. Tanti colori che esprimono talenti, sensibilità, culture, ricchezze e vulnerabilità che vengono comunque visitate e valorizzate da Dio. Il parroco ha sottolineato come nella Chiesa (e nella società) ognuno deve imparare a capire quale sia il proprio posto per portare quella passione per la vita. In questa missione non serve lamentarsi per quello che non fanno gli altri o che non si vede nella vita degli altri come ricordava la Seconda Lettura: “Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri, per non essere giudicati”.

La terza candela sul tronco di Iesse segna l’approssimarsi delle celebrazioni natalizie, ricordando però a tutti che per vivere bene la memoria dell’Incarnazione, occorre educare il cuore a riconoscere i segni della consolante presenza di Dio nel tempo presente. Giovanni Battista manda i suoi discepoli a chiedere conferma sull’autenticità del Messia, e come risposta ottiene delle tracce di liberazione nei cuori degli uomini. La fatica non è risparmiata a nessuno, nemmeno al “più grandi tra i nati di donna” ma lo Spirito Santo riempie dei suoi doni quanti sanno attendere il meglio che sa dare solo Dio.