Con i giovani e Mafalda… sull’affettività

Con i giovani e Mafalda… sull’affettività

Molto spesso si lasciano i ragazzi soli nella conoscenza del linguaggio dell’amore, altre volte si confonde la semplice informazione sessuale con una educazione affettiva. In molte scuole ci si sofferma su quello che riguarda gli anticoncezionali e le malattie sessualmente trasmissibili ma in Parrocchia ho voluto affrontare, con serenità ed in chiave positiva, il tema dell’affettività chiarendo il significato delle parole quali affetto, innamoramento, amore, sessualità, corporeità, genialità incoraggiando i giovani a non fermarsi alle emozioni che per loro natura sono “fluttuanti”, ma a puntare a relazioni che facciano crescere la vita in sé e in cui non ci si fermi all’invaghimento per una parte dell’altro/a. Mi sono avvalso dell’ausilio di alcune “vignette” di Mafalda e Linus che ho proiettato per mediare meglio il messaggio. Condividiamo l’esperienza solo per incoraggiare quanti in questi anni non si sono tirati indietro nel fantastico ruolo di educatori. Qui di seguito una condivisione di alcuni Giovanissimi di AC di Santa Maria Maggiore.

Don Domenico

 

Negli ultimi tre incontri tenuti dal Don abbiamo parlato, all’interno del modulo sulla diversità della Guida Giovanissimi AC, di un argomento poco affrontato e sottovalutato: l’affettività. In particolare ci siamo soffermati sulla differenza tra innamoramento e amore attraverso le vignette di Mafalda e Linus. Nella prima “puntata” abbiamo approfondito il tema dell’innamoramento, ovvero la fase iniziale, in cui si vedono principalmente i pregi dell’altro. Nella seconda “puntata” abbiamo ripreso l’argomento trattato precedentemente e abbiamo aggiunto la riflessione sulla fase dell‘amore vero e proprio. Dopodiché abbiamo capito che non bisogna fermarsi all’  “amare se…” o “amare perché…”; occorre incamminarsi e verificarsi sull’ “amore punto e basta”.  Abbiamo anche scoperto che per amare gli altri bisogna prima di tutto amare sé stessi. Nell’ultimo incontro abbiamo analizzato le condizioni di un amore autentico e abbiamo imparato un po’ di più a riconoscere quando si sta passando dall’innamoramento all’amore. L’innamoramento accade per caso, non ce lo possiamo imporre, ma arriva il momento in cui decidiamo di continuare una relazione coinvolgendo la nostra volontà (non solo corpo ma anche testa e cuore) passando così dal “MI  piaci” al “TI  voglio bene”:  dal mettere al centro il nostro io e le nostre sensazioni, allo spostare l’attenzione sull’altro e la sua gioia.

Un amore è davvero tale quando è sia vero sia buono che bello: non sarà basato su illusioni (voglio vedere solo ciò che mi fa comodo), cercherà di riflettere se le conseguenze sono buone e se la vita è abbellita da quella relazione rendendoci persone migliori. Questo cammino è stato molto positivo e ci aiuterà nelle nostre decisioni future, dato che alla nostra età spesso viviamo di “farfalle nello stomaco” e “cuore a mille”. Anche grazie a questa opportunità sapremo valutare meglio i nostri rapporti e cercare di curare il dialogo con noi stessi (quello più profondo) e con l’altro a cui teniamo.

Matteo, Samuele, Giada, Angelo, Cristian e Angelica Giovanissimi di AC