Dal ritiro quaresimale l’incontro con gli anziani: dalla solitudine di Cristo a quella dell’uomo

Dal ritiro quaresimale l’incontro con gli anziani: dalla solitudine di Cristo a quella dell’uomo

“Vivere l’esperienza della solitudine. Ciò che ci spaventa di più è rimanere soli nel momento della sofferenza”. Si può sintetizzare con questa frase di don Domenico Spagnoli, assistente spirituale della Confraternita della Sacra Spina e del Gonfalone, il momento di comunione che questo pomeriggio, sabato 23 marzo 2019, ha fatto vivere a un nutrito numero di confratelli che si è ritrovato a partecipare al ritiro quaresimale nella chiesa della Casa di riposo Sant’Onofrio a Vasto.

Don Domenico ci ha presi per mano, uno ad uno, e in maniera colloquiale ci ha accompagnato in un viaggio nuovo, per quanto sinora si è vissuto nei precedenti ritiri. Questa volta si è dato meno spazio alla riflessione e al confronto per privilegiare maggiormente il contatto umano con gli ospiti della struttura che accoglie oltre trenta anziani, che vivono l’esperienza della solitudine nella stagione ultima della loro intensa vita, nel tempo della fragilità.

Il nostro assistente ha preparato un ordito davvero speciale partendo dal ritrovarsi ai piedi della croce lignea, capolavoro della scuola napoletana “collocato all’ora nona” nella quattrocentesca chiesa di Sant’Onofrio, che “esprime una forte spiritualità e il dolore per il peccato degli uomini” di un Dio padre che dona all’umanità quanto di più prezioso: suo figlio. Dall’immagine dell’amore abbandonato di Cristo crocifisso, il salto all’incontro con questi anziani, accuditi amorevolmente, ma che vivono una storia di solitudine, più che di abbandono.

Don Domenico ha spinto, per quanto concordato nell’ultima riunione formativa, i confratelli a declinare una delle opere corporali rendendola visibile, palpabile, con gli anziani della Casa di riposo Sant’Onofrio.  Ecco quindi che il ritiro diventa un’opportunità a uscire dall’intimità per aprirsi all’altro, al momento di festa portando, come scrive il confratello Valter Marinucci sulla pagina Facebook della Confraternita, “una ventata di gioia ed allegria condito dal magico suono della fisarmonica abilmente suonata dal parroco Don Domenico con l’accompagnamento corale dei confratelli e degli ospiti” perché “abbiamo vissuto concretamente che… dare agli altri… rasserena il cuore”.

Dopo i balli e i canti popolari più noti, di nuovo insieme per esprimere le nostre emozioni, per poi concludere con la recita dei vespri alla vigilia della terza domenica di Quaresima.