Dio: roveto di amore e mai di vendetta

Dio: roveto di amore e mai di vendetta

Nella terza domenica si è scoperto un altro pezzo di cuore di pietra mostrando la parola “preghiera”. Pregando si può ascoltare il battito del Cuore di Dio che non può tollerare l’uomo schiavo del male e del “faraone” di turno. Nella prima lettura Mosè fa esperienza di quel “Io Sono” che vuole liberare il popolo coinvolgendo, però, l’uomo stesso in questa missione: Dio non vuole agire da solo ma desidera far scoprire alla sua creatura la gioia dell’impegno nel bene.

Quanto è lontano questo Dio dall’idea del Giustiziere vendicativo che punisce per il male o per il peccato! Lo stesso Gesù viene interpellato su questo tema rispondendo con un secco: “NO”. Quelli che muoiono a causa della violenza o dell’ingiustizia non sono più peccatori degli altri; quelli che sono vittime delle calamità naturali non per questo sono puniti dall’alto: la malattia, la sofferenza, l’incidente stradale e tutto ciò che ci toglie una persona cara non sono una punizione di Dio…mai. Siamo già bravi infatti a “farci male da soli” con il male…e la sofferenza fa parte della condizione umana. Ma tutto può e deve diventare una occasione per riflettere e tornare a Dio.

Nella preghiera dovremmo chiederci: “E se fosse capitato a me? Cosa sto facendo del tempo che mi viene concesso? Come metto a frutto i talenti che il buon Dio mi da?”. Questo è pregare con sapienza e collaborare con la Grazia attivando un cammino di conversione. La stessa parabola del fico infruttuoso rimanda a tutta la passione e la sovrabbondanza d’amore del Cuore di Dio; Egli impiega energie e Grazia per quella pianta che – già di per sé, naturalmente – dovrebbe dare frutto anche nelle condizioni più ostili.

La pianta di fico è una delle più resistenti in natura e ricca di frutti anche nei posti più aridi…ma anche se fosse “innaturalmente” infeconda troverebbe sempre un contadino attento e premuroso pronto a “sprecare” lavoro e concime pur di vederla produrre. Così fa Dio di fronte alla durezza del nostro cuore! A noi la responsabilità di non sciupare tempo e di corrispondere alle aspettative di Gesù per non trovarci alla fine della vita con un pugno di foglie secche. Preghiamo per custodire la grazia e vigilare, così, nel tempo che passa… velocemente.