FOTO – Dalla casa al cuore

FOTO – Dalla casa al cuore

VASTO – A conclusione di un percorso è bene fermarsi e fare memoria. Tra le belle iniziative sposate dalla nostra Parrocchia c’è anche quella di evangelizzazione attraverso l’esperienza delle “XII Cene” curata dai laici che aprendo la loro casa – o meglio il loro cuore – provano a far sentire a casa quanti accolgono l’invito di scoprirsi amati da Dio così come sono.

Come parroco so bene che non esiste una unica strada per portare il Vangelo ai fratelli (e prima di tutto a noi stessi!) ma ogni strada utile a favorire la Vita nuova che sgorga dal cuore di Dio va tentata. Ecco perché sono contento che alcune famiglie della Parrocchia si sono adoperate anche quest’anno nell’aprire la loro casa a coloro che,  con un invito a cena, hanno potuto gustare non solo il cibo del corpo ma – con esso – anche il pane della Parola e la bevanda dissetante della cordiale fraternità. Non è facile aprire il “proprio vissuto” agli altri, ma quando come famiglia o famiglie (e mai da soli) si cerca di testimoniare l’accoglienza e la gioia di sentirsi amati da Dio, lo Spirito Santo fa il resto. È quanto hanno potuto sperimentare e condividere quelle persone che con gratuità hanno ricevuto il sorriso di una famiglia (normalissima con i difetti e i pregi di tante altre famiglie) che con la cena aveva offerto anche l’abbraccio della Chiesa. È stato bello vedere crescere la confidenza in quelle persone che, dalla sorpresa quasi incredula dei primi incontri, sono maturate in una fiducia in quel cammino possibile. Come parroco non ho partecipato a tutte le Dodici cene e nemmeno ho tenuto io le catechesi sui vari temi, ma proprio questo mi ha rallegrato: vedere quello che i laici in cammino possono fare restituendo ad altri quanto hanno magari ricevuto in passato in Parrocchia e non solo.

So bene che l’esperienza delle XII Cene non risolve i problemi della secolarizzazione ed indifferenza religiosa, ma sono certamente un puntino luminoso sulla mappa del cammino del Vangelo. Oltretutto questa modalità non fa altro che ricordare tutto il potenziale custodito e nascosto nelle nostre famiglie che cercano di vivere il Vangelo: ogni qualvolta una mamma o un papà non si vergognano di testimoniare l’Amore di Dio che li ha visitati, ogni volta che si fa sentire a casa l’altro con lo sguardo, con un abbraccio con una parola o anche solo con il nostro tono di voce, si sta facendo esperienza di Vangelo che non prescinde mai da una esperienza di famiglia o fraternità.

Che queste poche righe possano ricordare a tutti che ogni famiglia può evangelizzare se riconosce l’Amore che la abita, ogni persona può sentirsi strumento di Dio quando da fiducia alla Parola…nulla di ciò che si fa a partire dall’Amore di Cristo andrà perduto. Che tutto questo ci aiuti ad aprire le nostre case, i nostri occhi, le nostre labbra e soprattutto i nostri cuori a coloro che incontriamo e che – senza chiedercelo – hanno tanto bisogno di sentirsi accolti…da lì si annuncia il Vangelo.