FOTO – Un racconto più lungo

FOTO – Un racconto più lungo

Quando consideravo il prospetto degli impegni estivi, una delle domande che più spesso mi rivolgevo era: ce la faremo? Come arriveremo alla fine? Una domanda legittima, visto il già impegnativo lavoro pastorale che in tutte le parrocchie si porta avanti nell’ordinario da settembre ai primi di giugno. Lo sguardo sulle attività estive, perciò, incuteva non poche perplessità. Eppure arrivati ormai a conclusione degli appuntamenti si può esultare di gioia ripetendo: è tutta Grazia di Dio, Lui ci ha assistiti sempre e dovunque. E qui mi piace sottolineare un metodo: il cristiano non “si racconta” la storia da solo, ma la interpreta (quella propria e quella comunitaria) all’interno di una storia più ampia…potremmo dire più antica e, quindi, una storia più lunga: la storia di Dio, la storia con Dio. Lo ritroviamo nella formula del Magnificat in cui la Vergine Maria esalta il Signore per tutto ciò che ha realizzato e continua a realizzare in tutti, e anche in quella povera ragazza di Nazaret: rilegge la sua storia all’interno della storia di Dio con il popolo di Israele.

Nel nostro piccolo, dovremmo fare altrettanto: rileggere il nostro cammino, e in modo speciale questo cammino estivo così intenso, nella luce di Dio e del suo Vangelo. Credo sia bello fare memoria e liberare la benedizione verso il Signore per tutte le iniziative che si sono svolte nella nostra Comunità parrocchiale in modo da sfuggire il rischio di dare per scontato il bene; di dare per scontato che le cose vadano per il verso giusto. Onestamente, il vero prodigio è stato che si siano messe insieme tutte le componenti della Parrocchia nelle loro diverse sensibilità e competenze e insieme abbiano fatto un tratto di strada e seminato speranza oltre le aspettative e le semplici possibilità. Si tratta di Grazia.

In questa prospettiva di gratitudine a Dio rileggo per me e per la mia Parrocchia, la due giorni vissuta con il gruppo famiglia a Cortona e Siena in cui oltre che riscoprire la bellezza dei borghi e dell’arte nascosta un po’ dovunque, abbiamo rinnovato la nostra fedeltà alla vocazione alla scuola di Santa Margherita e Santa Caterina. Come non ricordare poi il Grest tenutosi presso la tenuta di Colle delle Mandorle in cui le catechiste con i Giovanissimi di AC hanno animato la settimana intenti a riscoprire la “ricetta giusta” per vivere bene le relazioni: la gioia dei bambini e l’entusiasmo del gruppo non poteva che rimotivarci nel cammino!

Sempre in estate si è portato avanti il lavoro di recupero funzionale dell’organo del 1719 di Domenico Mangino potendo così offrire, durante la Novena dell’Assunta, una serie di concerti che ci hanno elevato spiritualmente nella riscoperta di suggestioni timbriche ormai quasi dimenticate. Dopo 6 mesi di lavori anche la navata sinistra della Chiesa è stata riconsegnata ai fedeli con la cappella della Madonna del Rosario più luminosa nei suoi stucchi settecenteschi e nelle sue decorazioni. Anche queste fatiche sono giunte al termine e sono diventate (almeno si spera) un abbraccio ospitale per i fedeli e turisti assetati di armonia e decoro. Non posso non citare poi l’indimenticabile Campo Scuola a Passolanciano (Ch) per i ragazzi delle medie e superiori della Parrocchia in cui catechiste, giovanissimi di AC e adulti si sono adoperati per la buona riuscita della settimana; il percorso formativo e la preghiera quotidiana hanno reso ancora più bella la nostra Maiella con i suoi mille panorami e i suoi eremi celestiniani: tutto è andato bene e tutto è stato meravigliosamente educativo.

Una bella fatica, ma anche una grande occasione di lavoro di squadra, è stata la preparazione della S. Messa dell’Assunta andata in diretta su RAI 1; anche qui tutti abbiamo cercato di offrire un messaggio di speranza attraverso la preghiera, entrando con discrezione nelle case dei tanti anziani o ammalati:  siamo certi che la bellezza della nostra Chiesa, la testimonianza orante della nostra Comunità e le suggestioni della Città hanno edificato i cuori di tanti. Non abbiamo dovuto mostrare qualcosa di diverso o fingere: siamo stati noi anche in quella diretta televisiva e questo ci riempie di gioia e pace.

Non potevo insomma non ringraziare Dio per questa estate in cui ho avuto modo di occuparmi non solo delle pietre morte (i restauri e i lavori in genere sulle cose) ma soprattutto delle “pietre vive” delle persone; una estate di certo molto impegnativa (quasi senza respiro) in cui ho potuto però maggiormente accorgermi della mano di Dio che tutto ha portato a compimento. Tutto è Grazia, tutto a maggior Gloria di Dio. Un grazie sincero a tutti i fedeli che si adoperano ogni giorno per rendere più bella e più evangelica la nostra Parrocchia.  Dio ci benedica!

Don Domenico