I Giovanissimi riflettono… su uno stile

I Giovanissimi riflettono… su uno stile

Mercoledì 13 febbraio i Giovanissimi di AC hanno inaugurato, nel loro cammino 2018-2019, il modulo sul tema dello stile. Il gruppo ho riflettuto sulla differenza tra la moda, che cerca di creare tendenza e che per forza di cose deve continuamente cambiare, e stile come approccio alla realtà che esprime un’identità più profonda.

I giovani si sono lasciati coinvolgere nella scelta di alcune canzoni che potessero esprimere il loro stile e sono stati scelti alcuni brani come quelli di Fabri Fibra “Fenomeno”, Enrico Nigiotti “L’Amore è” o  Lucio Battisti “Amarsi un po’”. A quel punto il parroco ha fatto vedere ed ascoltare i video di tre artisti di Sanremo: “Soldi” di Mahmood, “Mi sento bene” di Arisa e “Abbi cura di me” di Simone Cristicchi,  tre stili diversi che emergevano anche attraverso gli sguardi dei cantanti oltre che dai testi delle canzoni.

Interessanti le reazioni dei ragazzi a seguito dell’ascolto. “Si vede il desiderio di riscatto e la rabbia in Mahmood”, condivide Samuele e aggiunge “si nota che in Soldi c’è tutto il dramma di una storia vera, mentre in Arisa c’è uno sguardo molto più leggero sulla realtà che invita a prendere tutto come viene”; Giacomo da musicista notava lo stile più commerciale sia nella canzone prima classificata che in quella di Arisa molto ritmiche mentre “in Abbi cura di te si coglie una maggiore profondità nel testo poetico in cui l’autore mostra la propria fragilità e bisogno di cura”. Caterina, un’altra giovanissima invece scrive: “siamo arrivati alla conclusione che tutti abbiamo uno stile unico, originale e personale e che ciascuno di noi ha qualcosa da dire su di sé e sul proprio modo di essere. Diverso è invece seguire una moda effimera che non ti rappresenta e che a breve sarà con tutta probabilità superata. La canzone che mi ha colpita di più è stata Soldi perché parla di rivincita e della crescita personale dell’autore; penso sia un grande insegnamento per evitare di seguire la ricerca dei piaceri passeggeri che ci fanno stare bene per un po’, ma che non ci rendono felici davvero come si coglie nella canzone di Arisa”. Alessio aggiunge “secondo me tutti e tre gli autori manifestano la loro rabbia in un modo diverso”: Mahmood con la voglia di escludere il padre, Arisa per la fatica di pensare e di trovare un senso alla vita e Cristicchi per qualche esperienza in cui non si è sentito preso a cuore.

L’incontro è stato molto utile per riflettere tutti insieme sul binomio AMORE-RESPONSABILITA’: è quando si segue semplicemente la scia del “mi sento bene”, senza chiederci però il senso ci ciò che facciamo, che si possono distruggere le relazioni come accade al padre del cantante Mahmood che lascia la sua famiglia. Il vero amore è quello che sa prendersi cura custodendo l’altro e custodendo se stesso… uno stile di vita da cercare e per il quale motivarci.

Giovanissimi di AC