IL TEMPIO DEL CUORE

IL TEMPIO DEL CUORE

Gesù purifica il Tempio del mio cuore! Con questa preghiera il Parroco ha introdotto l’omelia in occasione della terza domenica di Quaresima sottolineando come il tassello settimanale relativo al “Cristo Giallo” di Gauguin – un uomo che scavalca un recinto andando incontro ad altri – potrebbe essere riletto sia come fuga (la cacciata dei mercanti) sia come missione (partire dal mistero di Cristo per annunciare una vita nuova). Da questo nuovo elemento del puzzle, don Domenico ha invitato a riflettere e decidere sull’atteggiamento da assumere. Il Vangelo offriva la possibilità di entrare in tre livelli di comprensione: Il tempio di pietra, il tempio del corpo di Gesù e il tempio del cuore dell’uomo.
Dal racconto della cacciata dei mercanti con gli animali e i cambiamonete, emerge infatti la tentazione di mercanteggiare con Dio pensando che Egli sia in vendita; i bambini e i ragazzi sono stati invitati a riflettere sulle volte in cui entriamo in chiesa solo per un dovere (a volte solo per fare una presenza) ma senza pregare davvero ed accogliere la Parole di Dio. Alla luce poi di quanto Gesù dice di sé – “parlava del tempio del suo corpo” – i fedeli sono stati incoraggiati ad entrare in relazione con il Maestro visto che in Lui non sbagliamo nel conoscere il cuore del Padre. Vivendo l’amicizia con Gesù si comprende che non bisogna avere paura di Dio (né tanto meno fuggire da Lui!) ma serve accogliere il suo dono: Gesù è vero Agnello e Tempio in cui noi riconosciamo la nostra vocazione di figli salvati non per i nostri meriti ma per dono gratuito.
L’ultimo livello di lettura riguardava il cuore dell’uomo: Gesù, a Gerusalemme, non si fida di chi dice di credergli perché Egli conosce come è fatto l’uomo. A questo punto è stata rilanciata una domanda: “Gesù si può fidare di me”? La risposta può essere positiva solo se diamo il permesso a Lui di purificare il nostro cuore e di scacciare quei venditori che si nascondono in noi e che vogliono ridurre il cammino di fede ad un mero atteggiamento esteriore senza coinvolgimento personale. Al termine dell’omelia è stata letta una preghiera che riportiamo di seguito con l’impegno ad “essere onesto, anche quando mi costerà fatica”.
Signore,
coraggio e verità
erano tue compagne.
Donami la forza
di seguire il tuo esempio
ed essere autentico.
Tu mi hai creato unico e speciale;
aiutami a non rinnegare
mai me stesso
e a costruire legami sinceri con i fratelli.
Insegnami e rispettare ogni opinione
e a ricordare sempre che la diversità
è una ricchezza. Amen