La fede non va in quarantena

La fede non va in quarantena

In questi mesi di pandemia ho contemplato una Chiesa privata del dono dell’Eucaristia, ma forte nella fede ed assetata di Dio. Ho ascoltato sacerdoti privati della presenza del popolo, ma dediti con passione e fedeltà al loro ministero, più che mai dei punti di riferimento per le loro comunità parrocchiali. Ho pregato per quei fedeli e sacerdoti defunti, che hanno speso la loro vita per il Signore e se ne sono andati in punta di piedi. Ho vissuto una Pasqua lontano dalla famiglia, dagli affetti più cari, dalle comunità di origine e di pastorale, ma non mi sono mai sentito distante da ognuno di loro. Mi sono impegnato, nonostante le distanze, a sostenere chi mi abbia chiesto come vivere bene una Pasqua tanto inedita.
Posso riassumere così questo tempo di quarantena: la grande sfida, senza proclami, di annunciare che Dio è vivo e ci vuole vivi! Il racconto che mi ha accompagnato in questi giorni è stato quello della risurrezione di Lazzaro. Gesù arriva a Betania dopo la morte dell’amico, apparentemente troppo tardi. Tuttavia, per il Signore non è mai troppo tardi. Si avvicina, fa aprire il sepolcro, grida a Lazzaro di uscire e ordina che gli siano levate le bende. La morte può farci paura, l’angoscia può stordirci, la solitudine può deprimerci, ma non siamo soli al mondo. Dio è ovunque attorno a noi, anche dove non lo vediamo. È questa la bella notizia che ho ricevuto in questo tempo vissuto in Seminario.
Nelle relazioni tutto è stato stravolto. Guardo con ammirazione quei sacerdoti che si sono messi in discussione nell’utilizzo dei social per dare la possibilità a tutti di ascoltare la Parola di Dio, pregare e portare avanti gli impegni pastorali. Giunto al termine della mia formazione, tutto questo mi dice che per il sacerdote non devono esserci ostacoli all’annuncio di Cristo. Di fronte a questa sfida mi chiedo: «Sarò all’altezza? Signore, per quali strade mi condurrai?». Il volto della Chiesa è cambiato e questo mi interroga. L’utilizzo dei social mi pone davanti il bisogno di chiedere un cuore grande nell’amore, affinché Cristo possa trasmettersi anche virtualmente come il senso della vita di ciascuno.
Insomma, Dio non conosce impedimenti ed è sempre online, qualunque cosa accada. Egli ci invita a sintonizzarci con lui, perché in fondo la libertà non è andare dove si vuole ma accogliere chi ci ama. Anch’io vorrei camminare con ognuno di voi e con questa preghiera chiedo per me e per tutti il dono di un amore grande: Verbo sfavillante, Potenza ardente, o tu che plasmi i nostri cuori per infondergli la tua Vita, abbassa su di noi, te ne supplico, le tue mani potenti, premurose e onnipresenti. Con quelle mani invincibili sostieni il nostro impegno quotidiano di seguirti. Rinforza questa fatica perché possiamo rinascere ogni giorno come nuove creature. Te lo chiediamo con fiducia, nella certezza di essere sempre accolti da te. Amen, alleluia.

Don Luigi Genovesi