Video: Sacra Spina iniziata la quintena

Video: Sacra Spina iniziata la quintena

Still0314_00001Con la S. Messa celebrata da S.E. Mons. Pietro Santoro, Vescovo di Avezzano e Valva, ha avuto inizio la quintena di preparazione alla solennità della Sacra Spina.Un gradito ritorno per don Piero(così come viene ancora affettuosamente chiamato), nella sua città e soprattutto nella chiesa dove è cresciuto e dove ha ricevuto l’ordinazione episcopale nel 2007.Un ritorno molto atteso, sottolineato anche dal parroco, don Domenico Spagnoli, che lo ha fortemente voluto per l’inaugurazione della quintena “per ricordarci che davvero la Spina è un messaggio d’amore, quell’amore che sa offrirsi, che sa tacere, che sa portare il peso della vita degli altri“.Mons. Pietro Santoro ha rivolto un pensiero speciale a don Decio D’Angelo, ed ha ringraziato il parroco per avergli dato questa possibilità di presiedere la celebrazione eucaristicadi avvicinamento alla festa della Sacra Spina, “perché appartiene alla mia storia, alla storia delle mie origini, alla storia della mia famiglia, alla storia di questa comunità“. “È una grande storia d’amore il legame tra la Sacra Spina e la città”, ha sottolineato ancora il Vescovo durante l’omelia, “Un legame che ogni anno si rinnova come un patto interiore di fedeltà, dinanzi alla grande cattedra della croce dove il volto di Cristo coronato di spine continua ad essere il volto che incarna la punta estrema dell’amore, la punta estrema della misericordia donata, offerta a chi vuole risalire ai propri peccati e ricevere l’abbraccio del perdono“.Al termine della celebrazione eucaristica, prima dello struggente canto dell’Ave Spina, cantato a cori alterni, don Domenico ha voluto omaggiare Mons. Santoro con la riproduzione del quadro raffigurante la Madonna del latte, il cui originale è conservato all’interno della chiesa di S. Maria Maggiore.Questa sera proseguirà la quintena di preparazione alla festa con Mons. Massimo D’Angelo, parroco a Sambuceto e Cancelliere Arcivescovile, che si soffermerà sul tema “Le ferite della misericordia“.

Lino Spadaccini